Licenziamento per sicurezza al porto di Salerno
AL PORTO DI SALERNO LOGIPORT SPA LICENZIA CICCIO COLLINA, RSA SI COBAS, PER “VIOLAZIONE DELL’OBBLIGO DI OMERTA’ AZIENDALE”…
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LICENZIATO PER AVER RIVENDICATO LA
SICUREZZA SUL LAVORO!
Stamane come SI Cobas eravamo in presidio fuori ai varchi del Porto di Salerno assieme ai licenziati della De Luca e a decine di solidali a seguito dello sciopero di 2 ore proclamato alla Logiport (Terminal del gruppo Grimaldi) contro la sospensione arbitraria nei confronti di Ciccio, da anni RSA del SI Cobas nel Terminal del gruppo Grimaldi e da decenni in prima fila nella difesa dei diritti dei lavoratori sullo scalo salernitano.
Pochi minuti dopo la fine dello sciopero abbiamo appreso che il procedimento disciplinare nei confronti di Ciccio si è concluso con il licenziamento: un licenziamento che è frutto di una montatura che ha l’unico scopo di reprimere l’attività sindacale e le battaglie portate avanti dal SI Cobas a difesa della dignità, della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro.
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Quali sono le “gravi accuse” che hanno
portato al licenziamento senza preavviso di Collina?
Stando alla formalità della contestazione disciplinare, la sua colpa è… di aver adempiuto ai suoi compiti di RSA, facendo da tramite tra il sindacato e un altro lavoratore iscritto al SI Cobas che aveva denunciato pubblicamente pressioni nei suoi confronti da parte della Logiport per costringerlo a revocare l’adesione al sindacato in cambio di benefici economici e dell’annullamento dei provvedimenti disciplinari a suo carico, ma che successivamente all’impugnativa della sua sanzione all’ITL di Salerno ha ritrattato le sue accuse all’azienda, evidentemente dopo essere stato messo “sotto torchio” dietro minaccia di licenziamento. Pur avendo presentato alla Logiport le prove inconfutabili dell’estraneità di Ciccio a tali accuse e del suo ruolo di mero portavoce della volontà (iniziale) del lavoratore, i padroni hanno proceduto ugualmente con il licenziamento, nel mentre hanno “premiato” con il ritorno in servizio chi ha tirato la pietra per poi nascondere la mano…
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Ma in realtà, questa meschina guerra tra
poveri alimentata ad arte dalla Logiport e dal gruppo Grimaldi aveva un solo
scopo: compiere la più classica delle “vendette trasversali” nei confronti
nostro sindacato che, dopo aver ascoltato per mesi e mesi le doglianze, le
segnalazioni e le preoccupazioni dei propri iscritti per le molteplici e
reiterate violazioni delle normative sulla sicurezza, di fronte alla totale
indifferenza dell’azienda si è visto costretto a segnalare tali gravi omissioni
alle autorità competenti, le quali stanno conducendo tuttora una dettagliata e
approfondita istruttoria al riguardo.
La sintesi è solo una: se ti batti per la salute dei tuoi colleghi, per prevenire le morti e gli incidenti sul lavoro e per rompere il muro di omertà sull’assenza di sicurezza nei porti, ti licenziano!
Chiunque lavora nei porti sa bene che per la gran parte delle aziende la sicurezza rappresenta solo un inutile fardello, un semplice “costo da abbattere”, ancor più degli stessi salari: ciò a causa dell’assenza dei controlli, della latitanza e/o complicità delle autorità a ciò preposte (Adsp) e della scarsità di mezzi e risorse a disposizione di ASL e ITL, e soprattutto del lavoro “a chiamata”, dei carichi e dei ritmi di lavoro infernali imposti agli operai che sono costretti a rinunciare al proprio benessere psicofisico in cambio di qualche briciola o più semplicemente per evitare ritorsioni…
E’ questo il contesto, frutto di decenni di tagli e salvacondotti, che produce oltre 3 morti e migliaia di incidenti sul lavoro al giorno: numeri che oramai rappresentano poco più che un mero dato statistico, meritevole al più di qualche trafiletto su un giornale locale e del macabro rituale degli scioperetti da “lacrime di coccodrillo”…
Come SI Cobas abbiamo da sempre rimarcato la nostra ferma opposizione a questo carosello di omertà e di ipocrisie, rivendicando la centralità e l’inderogabilità delle norme a tutela della sicurezza, della salute e della vita dei lavoratori: tutele su cui ci siamo sempre rifiutati di “chiudere un occhio” e che per noi non possono essere certo oggetto di “monetizzazione”, così come i padroni sono oramai abituati a fare anche in sede di trattative sindacali… Ciccio Collina oggi si trova a pagare duramente il prezzo della coerenza e dell’incorruttibilità frutto della convinzione granitica che la salute e l’incolumità dei portuali viene prima di tutto!
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Ma i padroni dovrebbero essere ben
consapevoli che non ci fermeremo certo di fronte a questa infame rappresaglia!
Venerdì prossimo 29 maggio, in occasione dello sciopero generale nazionale del sindacalismo di base, saremo in piazza al Porto di Napoli per denunciare come il licenziamento di Ciccio e dei due operai alla De Luca sia tutt’altro che un fatto disciplinare, bensì frutto di questo vero e proprio scempio dei diritti sui terminal della Campania e d’Italia; e continueremo a lottare senza sosta per dire basta a questo sistema di sfruttamento e di ricatti!
Ora più che mai esigiamo una presa di posizione e di una vera assunzione di responsabilità da parte dell’Autorità Portuale, delle Prefetture di Napoli e Salerno, delle amministrazioni comunali e della Regione Campania.
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IL POSTO DI LAVORO NON SI TOCCA: LO
DIFENDEREMO CON LA LOTTA!
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REINTEGRO IMMEDIATO PER CICCIO COLLINA E
PER I LICENZIATI ALLA DE LUCA!
SI Cobas Napoli e Salerno
27 maggio 2026